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My Wedding Diary – Abito da sposa cercasi: la mia esperienza all’atelier Assia Spose

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Alcuni di voi già lo sanno, lo hanno letto su Instagram dove ho pubblicato le mie impressioni a caldo.

Sto parlando della mia prima esperienza con l’abito da sposa, ovvero L’ABITO per eccellenza. E, per chi non lo sapesse, la prima esperienza è stata un disastro!

Tutto merito o, per meglio dire, colpa dell’atelier Assia Spose e del suo staff. Ma partiamo dal principio.

La mia esperienza all’atelier Assia Spose

Qualche settimana fa, spinta dall’apparente professionalità del team dell’atelier Assia Spose alla fiera del wedding “Tutto Sposi”, ho deciso di prendere finalmente un appuntamento per cominciare a orientarmi nel magico e complicato mondo degli abiti da sposa.

Circondata dal mio entourage, sono partita carica di buone intenzioni ma un po’ in ansia perché, diciamocelo, non è che tutti i giorni ce ne andiamo in giro a comprare un wedding dress. Il mio timore più grande era quello che i modelli che più amavo sulla carta sarebbero stati inadatti al mio fisico e che, inevitabilmente, sarei andata in confusione nel momento in cui avrei dovuto cambiare idea.

Beh, penserete voi, ci saranno senz’altro le commesse esperte a dare una mano in questi casi. Il punto è che abbiamo tutti visto troppe puntate di “Abito da sposa cercasi” e, almeno nell’atelier che ho visitato io, non c’è nessun Randy che corre a dare una mano.

Arrivata all’atelier Assia Spose, sono stata accolta da una signora cortese a cui ho spiegato la mia idea di abito e le mie esigenze in base anche alla stagione in cui mi sposerò. Ho portato con me delle immagini per essere più precisa e le ho consultate insieme a lei. Successivamente, la signora è andata in giro per l’atelier alla ricerca di qualcosa di analogo e mi ha affidata a due commesse dell’atelier.

Due commesse che, lasciatemelo dire, non sanno fare il proprio lavoro.

Già dopo il primo abito, che non mi convinceva, le commesse hanno cominciato a sbuffare e a manifestare segni di irritazione nei miei confronti. Si scocciavano addirittura di stringermi gli abiti, mantenendoli con le mani o lasciandoli direttamente larghi sul mio corpo.

Ogni mia (semplice) richiesta sembrava impossibile da soddisfare. Spuntavano fuori abiti di tessuti che avevo esplicitamente chiesto di non provare; se un fiocco o un’applicazione non mi piacevano, loro rispondevano male e si infastidivano. A un certo punto una di loro mi ha esplicitamente detto: “Per me puoi anche rivestirti”. Maleducazione all’ennesima potenza, insomma.

In conclusione, ho provato nove abiti, molti dei quali non erano una mia scelta già in partenza. A loro sono sembrati anche troppi, come se tra quei nove abiti che mi piacevano poco o niente avrei dovuto tassativamente scegliere il MIO abito. Insomma, posso dire che quando vado a fare shopping da Zara misuro molte più cose!! E qui non stiamo esattamente parlando di una scelta low-cost.

Le due commesse dell’atelier Assia Spose si sono rifiutate di farmi provare altri abiti, sostenendo che non ne avevano più e che dovevo scegliere uno tra quelli altrimenti poi non avrei più trovato l’abito giusto. Terrorismo psicologico?

Sono andata via delusa e amareggiata, arrabbiata dalla mancanza di professionalità di queste donne che invece dovrebbero farci sentire coccolate come principesse in uno dei momenti più romantici del periodo dei preparativi.

Ma non mi abbatto! Di atelier ce ne sono a bizzeffe e senz’altro non avrò perso la mia occasione come invece sostenevano queste donne, il cui unico intento era quello di vendere senza minimamente curarsi delle mie esigenze.

Continuate a seguirmi sui social e qui sul blog, ho tanto ancora da raccontare!

16 Comments

  • Aspettavo con ansia questo post. Hai fatto bene a scrivere della tua reale esperienza. Per un periodo ho fatto l’assistente alle vendite in un atelier e ti posso assicurare che ci sono state spose che hanno provato molto più di nove abiti! Troverai il tuo. xoxo rita talks

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  • Maleducate è dir poco, io la prima volta che sono andata a provare degli abiti mi sembrava di aver trovato quello giusto, tra un po’ la titolare mi puntava la pistola per farmelo prendere, per fortuna che non mi sono fatta prendere dall’emozione della prima prova. Poi ho trovato l’abito giusto in un negozio dove hanno esaudito ogni mio piccolo capriccio…sarà dura te lo dico :DDD però sarà una grande emozione.

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  • beh direi non troppo una bella esperienza!!

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  • Forza, non ti scoraggiare, non ci sarebbe stato gusto a trovarlo al prino colpo! ;p

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  • Non ti scoraggiare! Andrà meglio!

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  • Certamente una brutta esperienza!
    Alessia
    new post
    THECHILICOOL

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  • Allora quando toccherà a me secondo me le farò impazzire, io sono molto indecisa sugli abiti!

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  • Hai fatto benissimo a raccontare questa tua esperienza, sono state molto scortesi e maleducate, anche perché diciamocelo non è che un vestito da sposa si compra tutti i giorni (e questo loro lo dovrebbero sapere) quindi cavolo dovrebbero fare il loro lavoro e seguire,consigliare e coccolare un po’ la cliente!! Poi nove abiti non sono mica tanti, voglia di lavorare zero!!
    Forza e coraggio non ti abbattere!!:) baciiii

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  • Penso che la scelta di un abito da sposa richieda davvero troppo tempo 😀
    Non ti scoraggiare, troverai un Atelier migliore!
    Armoire de Mode – Fashion Blog

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  • le commesse sono state veramente maleducate, e comunque hanno perso una cliente, non sanno fare il loro lavoro! dirti che non potevi provare altri abiti è assurdo!

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  • Sono sicura che troverai quello giusto!

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  • Wow che emozione, penso che molto presto troverai IL TUO ABITO! Un bacione 🙂
    Ilenia’s wardrobe
    http://ileniaswardrobe.blogspot.it/

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  • Wow che emozione, molto presto troverai IL TUO ABITO 🙂
    Ilenia’s wardrobe
    http://ileniaswardrobe.blogspot.it/

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  • Ma nooooo, non è quello il modo di trattare una futura sposa! Io che mi sono già sposata posso dire la mia: se hai le idee chiare, la commessa (sono sempre stata seguita da una persona, dedicata a me che mi ascoltava) ha già il compito facilitato e deve seguire la tua idea.
    Se come me non avevi le idee chiare, ti dovrebbe accompagnare tra i vari armadi e insieme a te, iniziare ad eliminare ciò che non ti piace, per identificare ciò che ti piace, da lì prima di provare, sfoltire la scelta per arrivare a non più di 6-7 abiti.
    In entrambi i casi provarne di più (per di più abiti che sai non piacerti) non serve a nulla se non a crearti confusione.
    Pochi ma mirati, e correggendo il tiro dopo ogni prova.
    Un esempio? Il primo abito che provai era un abito plissettato alla greca taglio impero e mi innamorai subito, ma poi scelsi una sirena asimmetrica in taffetà e organza…
    Detto questo: Congratulazioni e in bocca al lupo per la tua scelta

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  • che esperienza allucinante! dai non disperare prima o poi troverai quello giusto!

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  • […] Ricordate quando vi ho parlato della mia prima esperienza disastrosa? Trovate il post qui  → click! […]

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