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Fare la mamma non è facile

Oggi scrivo questo post di getto, come non accadeva da anni.

Sarà che mi sento stanca, sono sveglia da otto ore ed è solo mezzogiorno. Sono mamma da soli quattro mesi ma già ho capito che è dura, durissima.

Fare la mamma non è facile. Dico “fare” perché essere madre è una questione di attesa: si attendono 9 mesi – o qualcosa in meno – et voilà, sei madre. Fare la mamma è un po’ più complicato: è presenza, è pazienza, è impegno e spesso sopportazione.

Il tuo bambino piange e si calma solo con te. Ha fame e il suo nutrimento sei tu. Ha sonno ma dorme solo tra le tue braccia, solo se è cullato dalla tua voce. Di giorno ci siete tu e lui, lui e te. Giornate intere che passano tra poppate, cambi di pannolino, giochini da mordere. Se resta un po’ di tempo, la mamma mangia, si siede, cerca di dare un aspetto dignitoso alla casa. Se tutto va bene, riesce a lavarsi prima di mezzogiorno. Di dormire, invece, non se ne parla proprio.

Se poi la mamma lavora a casa, lì è il delirio. Un’ora di ninna-nanna per un pisolino di venti minuti che finisce nel momento stesso in cui ti siedi volenterosa al pc. Le scadenze? Se non saltano ci sono vicine. I planning settimanali? Chi se li ricorda più. Le mail si accumulano… e, certo, rispondere alle 4 del mattino durante la poppata non è forse molto professionale.

Se anche voi vi rispecchiate in tutto questo, avete tutta la mia solidarietà. Perché ho capito quella frase: “Chi non ha figli non può capire”, nel bene e nel male. Non è un’offesa né un atto di presunzione. E’ che niente e nessuno nella vita ti prepara a ciò che significa fare la mamma. Non c’è un’esperienza lontanamente paragonabile a cui fare appello. E’ tutto nuovo, difficile. Ma è anche bello.

Perché tutti i sacrifici, la stanchezza, la frustrazione spariscono nel momento esatto in cui quel visino dispettoso si prodiga in un dolcissimo sorriso sdentato.

3 Comments

  • Io posso solo immaginare quello che mi aspetta ma ti dico che già da ora è dura, durissima! Per una freelance come me accettare lavori anche all’ottavo mese mentre le altre sono in maternità è masochismo! Xoxo

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  • Ciao Myriam. Mi ritrovo moltissimo! :’) Il concetto di “stanchezza” assume tutto un altro significato rispetto a prima, si impara davvero cosa sia il sacrificio e la dedizione. È faticosissimo ma emozionante, soprattutto nella consapevolezza che questi momenti così difficili diventeranno poi i nostri ricordi più preziosi per il resto della vita. E sono anche d’accordo con il fatto che solo chi lo vive può sapere. È difficile spiegare il perché si accorre subito al suo pianto, perché una poppata in più non pesa, perché lo si vuole avere vicino anche di notte. A me capita di sentirmi dire che “lo vizio” (il mio bimbo ha 2 mesi). Io semplicemente gli sono accanto quando ha bisogno. E in questi primi mesi lui ha sempre bisogno della sua mamma, è questa la dura verità. Mamma e bambino all’inizio sono un microcosmo che nessun altro può capire realmente. Poi con il passare del tempo, chissà cosa ci aspetta 🙂 Grazie per aver condiviso i tuoi pensieri 🙂

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  • Sottoscrivo in pieno. Nessuna stanchezza da lavoro può essere paragonabile alla stanchezza di una madre che, da subito, deve imparare a fare a meno del sonno e poi deve imparare, giorno dopo giorno, a mettersi da parte dinanzi alle nuove priorità. La maternità è un ciclone che ti travolge e ti cambia la vita. Da subito e per sempre. Ci sono cose che pian piano si riprende a fare (e no, per me la manicure ancora no…), ci sono tante cose nuove che si impara a fare (non spaventatevi se non avete mai cambiato un pannolino prima, imparerete a cambiare vostro figlio più velocemente di un meccanico Ferrari al pit stop) e ci si sorprende di quanta resistenza tiri fuori una madre da un corpo senza sonno e prosciugato dall’allattamento. Ho capito che anche quando il pargolo è cresciuto e non ha più bisogno di tetta e pannolino la fatica non diminuisce e la schiena sembra invecchiata di dieci anni… però tutto questo vale la pena per sentirsi dire da una vocina un dolcissimo “ti amo mamma”. Non esiste dichiarazione d’amore più bella di quella che si legge sul viso e si ascolta dalla voce di un figlio. Essere madre è un dono e un privilegio di cui non si può che essere grati.

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